L’impianto originario della Chiesa di S. Leonardo in Procida è antecedente al 1600 ed ha subito una lunga serie di ampliamenti fino ai giorni nostri.1 L'impianto planimetrico è a croce latina a navata unica coperta da volta a botte, sormontata da una cupola, la cappella laterale, dedicata alla Madonna di Pompei, rappresenta cronologicamente l’ultima edificazione avvenuta  nel secolo scorso. Lo stile interno è un barocchetto conservato anche negli ampliamenti eseguiti nel tempo.

Il complesso comprende il campanile a pianta ottagonale in pietra di tufo a vista, una canonica che si sviluppa su due livelli ed un'ampia sacrestia coperta da una volta a calotta con unghie di particolare pregio architettonico per la sua tipologia strutturale e costruttiva.

Sull'altare centrale, costruito in marmo policromo nel 1891, domina la statua lignea di San Leonardo, di cui si ignorano sia l'autore che l'epoca, che porta ai lati un veliero, una torre ed un carcerato con catene spezzate. Nei cappelloni laterali ci sono gli altarini del Cuore di Gesù e del Cuore di Maria. Altri due altarini laterali, sempre in marmo policromo,a metà della lunghezza della chiesa, sono dedicati a San Ciro ed all'Addolorata. Quet'ultima è una statua lignea di pregevole fattura sia artistica che per preziosità del vestito.

Quattro nicchie ospitano San Gioacchino con la Madonna Bambina, San Giuda Taddeo, Sant'Alfonso Maria dei Liguori e Santa Rita. Tutte queste statue risalgono al secolo scorso e sono lignee, meno l'ultima. Nella nicchia di San Giuda, in una piccola teca sono esposte le ossa di San Teodoro Martire. Sotto l'Altare di San Ciro è posta una statua in gesso di San Tarcisio Martire. All'ingresso, è posta la statua lignea dell'Ecce Homo, anche quest'opera di artista napoletano ignoto e rappresentato secondo l'iconografia tradizionale; capo reclino, mani incrociate, sulle spalle un manto rosso. Tanto ricca di opere è  la  Chiesa ancor di più i suoi depositi. Al di sopra delle teche, incorniciati da ovai vi sono rappresentati i padri della Chiesa: S. Basilio, S. Giovanni Crisostomo, S. Gregorio e S. Ambrogio. Tutti dipinti con tecnica ad affresco. A completare l'arredo della Chiesa troviamo un bell'organo posto al disopra della porta principale. La facciata principale, con  coronamento a timpano  che  ne attribuisce compostezza, presenta un proporzionato rapporto con l'antistante incrocio tra via V. Emanuele e Via P. Umberto.

Facciata Principale su Via V. Emanuele   

La navata della Chiesa è inserita nella cortina di Via V. Emanuele (antica Via Canalone) mentre la parte terminale (abside e cappelle laterali) presenta parte dell’altezza inserita nel terrapieno del retrostante

 

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

1 Michele Parascandolo – “Procida dalle origini ai tempi nostri” - Benevento 1893

  1. Zazzera –“Procida cultura e tradizione”

  2. Cosenza –“ Gli spazi dell'architettura Procidana”

  3. Le foto nella home page sono le foto dopo il restauro, queste sono ante restauro

 

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