Chiesa di S. Leonardo

L’impianto originario della Chiesa di S. Leonardo in Procida è antecedente al 1600 ed ha subito una lunga serie di ampliamenti fino ai giorni nostri.

L'impianto planimetrico è a croce latina a navata unica coperta da volta a botte, sormontata da una cupola, la cappella laterale

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Navata Centrale

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Cappella Madonna del Rosario

 

La Cappella rappresenta cronologicamente l’ultima edificazione avvenuta  nel secolo scorso. Lo stile interno è un barocchetto conservato anche negli ampliamenti eseguiti nel tempo.

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Statua di S. Leonardo con schiavo legato alla catena e putto.

Sec. XIX Ignoto scultore napoletano.

A figura intera, veste abiti di stoffa, con la destra benedicente. Ai suoi piedi sono un putto con vangelo in mano ed un fanciullo dalla pelle scura, dietro il quale vi è una torre.

"Era l'anno 1854, quando Dio sdegnato per le nostre scelleratezze, abbandonò la clemenza e diede mano al rigore. Così il fagello del colera entrò in Procida e cominciò ad imperversare più di ogni altro luogo dei dintorni. Allora l'aspetto bello e ridente dell'isola si mutò in un pieno di squallore. La morte si presentava implacabilmente dovunque: non era caduto ancora vittima del suo furore un uomo e già ne colpiva un altro. La madre spirava sul figlio, cadeva l'amico sull'amico, il sano sull'infermo. Per le strade, dalle finestre si ascoltava un piangere che trafiggeva il cuore. Il lugubre suono delle campane, l'amministrazione continua dei sacramenti, i morti, i funerali creavano terrore e desolazione. I santi e Maria SS., esposti nella chiesa di San Leonardo non prestavano più ascolto alle lacrime dolorose e supplicanti dei Procidani. In questo frangente, un gruppo di pie donne, il 18 Agosto, corrono nella chiesa e con una fede che non conosceva rispetto umano, escono dalla sua nicchia S. Leonardo e lo espongono alla pubblica venerazione e con dolorose grida lo pregano, lo solleciatano, lo scongiurano a gloria del suo nome ad intercedere presso Maria SS. affinché Dio fermasse il braccio sdegnato e liberasse i suoi devoti dal triste castigo. Poi, piene di fiducia, ritornarono alle loro case. Intanto la loro preghiera ascese fino al cielo e l'ora del prodigio all'alba del 20 agosto. Mentre il quel giorno festivo il popolo ascoltava la S. Messa e nuove preghiere indirizzava al cielo, si udì un grido di gioia. Tutti avevano gli occhi fissi al volto di rosa di S. Leonardo che irraggiava l'insolita luce e col braccio alzato al cielo pareva che animasse tutti alla gioia ed alla speranza. Il popolo fu certo, davanti a quella visione, di aver ottenuta la grazia ed infatti il colera cessò" 

Da Piccola Raccolta di Panegirici di San Leonardo Abate perl sacerdote Michele Parascandola fra Domenico di Procida, ed. 1880

Quattro nicchie ospitano San Gioacchino con la Madonna Bambina, San Giuda Taddeo, Sant'Alfonso Maria dei Liguori e Santa Rita. Tutte queste statue risalgono al secolo scorso e sono lignee, meno l'ultima. Nella nicchia di San Giuda, in una piccola teca sono esposte le ossa di San Teodoro Martire. Sotto l'Altare di San Ciro è posta una statua in gesso di San Tarcisio Martire.

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Altarino dedicato al cuore Immacolato di Maria